Hedsor House · L’anno della fondazione
The Hedsor Hundred
Martedì 29 settembre 2026 Xenia Tchoumi è stata tra i cento ospiti selezionati accolti a Hedsor House, affacciata sul Tamigi nel Buckinghamshire, per la prima edizione di The Hedsor Hundred: un’unica giornata di idee, conversazioni e cena, offerta da Rosie e Hamish Shephard in partnership con TED.
Foto: Ksena Lova
Una dimora sul Tamigi
A Hedsor una casa esiste fin dal 1166, quando la tenuta apparteneva alla famiglia de Hedsor, che le diede il proprio nome. Negli anni Cinquanta del Settecento fu residenza di Augusta, principessa vedova di Galles, madre di re Giorgio III e fondatrice dei Kew Gardens, il cui figlio teneva corte a breve distanza, a Cliveden. Dal 1764 passò ai baroni Boston, cortigiani di Giorgio III, che la ricostruirono su consiglio di Sir William Chambers, l’architetto di Somerset House, e dello stesso sovrano.
Foto: Ksena Lova
L’edificio attuale fu completato nel 1868, e la regina Vittoria vi era ricevuta ogni volta che la corte si trovava a Windsor. Nel 1934 Hedsor fu donata a Philip e Florence Shephard come regalo di nozze. Da allora è rimasta agli Shephard, ormai alla quarta generazione, e quest’anno la famiglia ha aperto le proprie porte a un incontro nato da un’idea tutta sua.
Poche coppie avrebbero saputo riunire una sala del genere. Rosie Shephard ha fondato il Luxury Communications Council e Shephard Communications ed è consulente di UN Women UK; Hamish Shephard è cofondatore di HelloFresh, Bridebook e Project Ambition. In due conoscono, a quanto pare, chiunque valga la pena di conoscere, e hanno fatto gli onori di casa con la naturalezza di chi raduna amici a Hedsor da una vita. Più che un evento, è sembrato un invito a casa loro.
Cento
L’idea stava tutta nella prima pagina del programma: accadono cose meravigliose quando si riuniscono persone meravigliose. Cento ospiti, un giorno, una tavola. Lo stesso programma era inciso da Downey, stampatori al servizio delle grandi maison del lusso dal 1903, e l’elenco dei nomi all’interno sembrava meno una lista di invitati che uno spaccato delle persone che oggi stanno plasmando i rispettivi ambiti.
Tra gli ospiti selezionati figuravano Dame Jo Malone CBE; Sir Nicholas Coleridge, Provost dell’Eton College; Vanessa Kingori OBE, la prima donna publisher di British Vogue; Cal Henderson, cofondatore di Slack; Michael Acton Smith, cofondatore di Calm; Barry Smith MBE di Skyscanner; Ronan e Storm Keating; Tinie Tempah; la regista e attivista per gli oceani Alexandra Cousteau; il conduttore Jake Humphrey; l’attrice e produttrice Olivia Hamilton; e Sua Eccellenza Issam Kazim di Dubai Economy and Tourism. Attorno a loro sedevano fondatori di aziende dal valore di miliardi, vincitori di Oscar ed Emmy, un ex ministro e i vertici di family office giunti alla quinta e alla sesta generazione.
Foto: Ksena Lova
Foto: Ksena Lova
La riga dedicata a Xenia nel programma era, com’è nel suo stile, essenziale: imprenditrice, speaker e autrice che lavora in sei lingue. Il cartoncino taceva il lavoro di ogni giorno: Xenia guida Tchoumi Consulting, la sua società di consulenza in brand strategy, che affianca fondatori, dirigenti e aziende sul posizionamento e sul valore del brand nel lungo periodo. In una giornata organizzata in partnership con TED, arrivava lei stessa con quattro TEDx talk alle spalle, autrice di interventi come The Hidden Power of Pain. Davanti alla casa, accanto alle lettere rosse di TED, è stata fotografata con Rosie Shephard, con Vanessa Kingori OBE e con David Kidder, autore del bestseller The Startup Playbook e cofondatore di PreMortem. Il suo cartoncino aggiungeva ciò che più la impegna quest’anno: come ottimizzare con l’AI. (Sì, faccio vibe coding.)
Nell’atrio, i libri scritti dagli ospiti erano allineati in un’unica fila sotto una lampada: My Story di Jo Malone, The Good Ancestor di Roman Krznaric, Calm di Michael Acton Smith, High Performance di Jake Humphrey e, tra questi, Empower Yourself di Xenia. I libri non sono ripartiti con i loro autori: restano a Hedsor, nella collezione della casa, ed Empower Yourself ha ora un posto permanente sui suoi scaffali, per ogni ospite che verrà dopo.
Foto: Ksena Lova
Una mattinata di idee
La giornata si è aperta con il caffè in casa e il benvenuto di Rosie e Hamish Shephard, seguiti da un workshop TED su How to be a Good Ancestor, guidato dal filosofo Roman Krznaric e introdotto da Jonathan Mallow di TED. Jake Humphrey ha dialogato con Stephen Fitzpatrick, fondatore di OVO Energy, chiedendogli che cosa spinga un fondatore a continuare a fondare. Rosie Shephard ha intervistato Sua Eccellenza Issam Kazim sull’architettura dell’ambizione, e Dan Bennett di Ogilvy Consulting ha condotto un breve boot camp sul cambiamento comportamentale, prima che l’esploratrice polare Jenny Wordsworth chiudesse la mattinata.
Foto: Ksena Lova
Un pomeriggio all’insegna dell’inatteso
Il pranzo è stato servito nella Great Hall. Poi stivali di gomma, e una foto di classe di tutti e cento sui gradini della casa.
Foto: Ksena Lova
Subito dopo, una passeggiata nella tenuta, dove le mucche delle Highlands osservavano il corteo da dietro il recinto e il violoncellista Guy Johnston aveva portato il suo strumento nel bosco per suonare.
Il pomeriggio è stato tutto delle Hay Bale Conversations: sei discussioni, niente palco, niente microfoni, ospiti seduti su balle di fieno sparse sul prato principale. I temi andavano dall’AI nel 2027 e oltre, con ey.ai, a come preparare la prossima generazione a un futuro che nessuno può prevedere; dall’equilibrio tra pace e performance alle arti creative contro le macchine; da come riparare il pianeta, con TED, fino, con UN Women UK, a ciò che per le donne sta davvero cambiando e a ciò che finge soltanto di cambiare.
Foto: Ksena Lova
Nel cerchio di Xenia, sulle balle di fieno, sedevano Sophia Amoruso, fondatrice di Nasty Gal e autrice di #Girlboss; Áslaug Arna Sigurbjörnsdóttir, ministra della Giustizia d’Islanda a ventinove anni, poi ministra dell’Istruzione, della Scienza e dell’Innovazione e candidata premier; Matt Fitzpatrick, amministratore delegato di Invisible Technologies ed ex responsabile dei laboratori di AI QuantumBlack di McKinsey; e Wulfie Bain di OpenAI. Una fondatrice, una statista e due delle persone che stanno costruendo l’AI, a confrontarsi in mezzo a un prato.
Foto: Ksena Lova
Una sera, un’unica tavola
Quando la luce si è fatta dorata, la tenuta si è aperta: tiro al piattello davanti alla casa, dove anche Xenia ha fatto il suo turno con il fucile, una degustazione con Berry Bros. & Rudd, mercanti di vino dal 1698 e titolari di due Royal Warrant, il croquet, l’apicoltore, una passeggiata nel bosco.
Foto: Ksena Lova
Sono seguiti i cocktail al Willingdon Bar, poi la cena per cento nella Ballroom, con il dessert servito in movimento, perché nessuna conversazione fosse costretta a finire al proprio posto. Alle nove e mezza sono state chiamate le carrozze.
Foto: Ksena Lova
Per Xenia è stata una giornata per ritrovare amici della Londra dei media, della tecnologia e della finanza, tra cui Wulfie Bain, che in OpenAI guida l’applied AI per le startup, e per stringere nuove conoscenze, nate sulle balle di fieno anziché al tavolo di una sala riunioni. Alcune delle conversazioni più interessanti dell’anno sono cominciate quel pomeriggio.
Il look
Per una giornata che è passata dalla Drawing Room alle mucche delle Highlands e di nuovo alla Ballroom, Xenia ha preferito la sartoria al tweed di campagna: un completo gessato doppiopetto di Windsor, la casa tedesca di alta sartoria, portato con la cintura come un abito-blazer sotto la giacca coordinata, con collant neri velati, stivali al ginocchio Ralph Lauren e una borsa nera Fendi. Un solo completo, portato dal caffè del mattino alla linea di tiro, fino alla cena, mentre gran parte dei Cento si infilava gli stivali di gomma della casa.
Il primo del suo genere
Il programma lo chiamava l’anno della fondazione, e gli incontri di questo tipo si ricordano per la loro prima edizione. Una casa, custodita dalla stessa famiglia da quasi un secolo; cento persone, scelte una per una, per nome, da Rosie e Hamish Shephard. Xenia Tchoumi era tra loro, ed è grata ai padroni di casa per una giornata che sarà difficile eguagliare.
In breve
Domande
Che cos’è The Hedsor Hundred?
Un incontro su invito che riunisce cento ospiti a Hedsor House, nel Buckinghamshire, ospitato da Rosie e Hamish Shephard. La prima edizione si è svolta il 29 settembre 2026 in partnership con TED: una mattinata di idee, un pomeriggio nella tenuta e la cena nella Ballroom.
Xenia Tchoumi era presente a The Hedsor Hundred?
Sì. È stata tra i cento ospiti selezionati della prima edizione, il 29 settembre 2026, presentata nel programma come imprenditrice, speaker e autrice che lavora in sei lingue.
Dove si trova Hedsor House?
Dall’alto sul Tamigi, a Hedsor, vicino a Taplow nel Buckinghamshire, non lontano da Cliveden e Windsor. Nella tenuta sorge una casa fin dal 1166; l’edificio attuale fu completato nel 1868, e la famiglia Shephard ne è proprietaria dal 1934.
Chi c’era a The Hedsor Hundred 2026?
Tra i cento ospiti figuravano Dame Jo Malone CBE, Sir Nicholas Coleridge, Vanessa Kingori OBE, Cal Henderson, Michael Acton Smith, Ronan Keating, Tinie Tempah, Alexandra Cousteau, Jake Humphrey, Guy Johnston, Sophia Amoruso, Áslaug Arna Sigurbjörnsdóttir, Matt Fitzpatrick e Xenia Tchoumi, insieme a fondatori, investitori, artisti e vincitori di Oscar ed Emmy.
Cosa indossava Xenia Tchoumi a The Hedsor Hundred?
Un completo gessato doppiopetto di Windsor, la casa sartoriale tedesca, portato con la cintura come un abito-blazer sotto la giacca coordinata, con collant neri velati, stivali al ginocchio Ralph Lauren e una borsa nera Fendi.
Il libro di Xenia Tchoumi si trova a Hedsor House?
Sì. Empower Yourself di Xenia Tchoumi era tra i libri degli ospiti di The Hedsor Hundred, e resta a Hedsor House, a disposizione degli ospiti che vorranno leggerlo.
Chi è Xenia Tchoumi?
Un’imprenditrice svizzero-italiana, personalità mediatica internazionale, keynote speaker e autrice originaria di Lugano, residente a Londra, con una community online di oltre 10 milioni di persone. Biografia completa.
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